Tipologie di cornamusa

Tutte le composizioni musicali e le tipologie di cornamuse in Scozia.

Ceol beg e Ceol mor

Le Highland bagpipes, o warpipes, consistono di un chanter (grazie al quale la melodia è suonata mediante le dita) e di tre drones, la parte delle bagpipes che emette un continuo suono di basso. Sia il chanter che i drones sono collegati a un bag, un “sacco”, che viene riempito di aria dalla bocca del piper mediante il blow pipe.

Il piper esegue la melodia sul chanter, che ha una scala di sole nove note. Ciascuno dei tre drones produce un suono continuo. Il senso ritmico e l’espressività vengono ottenuti mediante un preciso senso del tempo e l’uso di grace notes, o note di ornamento, di abbellimento, che possono andare da note molto brevi sino a complesse sequenze di notevole durata.

La musica per Highland bagpipes è di regola suddivisa in due grandi categorie: ceol beg (“piccola musica”) e ceol mor (“grande musica”). Il ceol beg comprende essenzialmente la musica da danza: reel, jig, strathspey, quickstep, marce e slow air: in altri termini, il repertorio tipico delle pipe band.

Il pibroch

Il ceol mor si identifica invece con il pibroch, universalmente riconosciuto come “la musica classica per Highland bagpipes”. Il termine gaelico piobaireachd, anglicizzato in pibroch, significa “musica per cornamusa”. Il modo migliore per descrivere un pibroch è probabilmente “un lungo brano strumentale con variazioni sul tema”. Si tratta innanzitutto di musica seria, da riservare per occasioni serie. I tipi più frequenti di pibroch sono lamenti, inni di saluto, o musica per chiamare a raccolta il clan: in altri termini musica destinata a particolari cerimoniali. Le origini del pibroch sono abbastanza oscure. Secondo alcuni studiosi esso deriverebbe dal repertorio del clarsach, ovvero dell’arpa celtica, mentre per altri la sua origine sarebbe la musica vocale.

Se prendiamo in considerazione, ad esempio, il pibroch utilizzato per chiamare a raccolta un clan, il piper eseguiva la melodia caratteristica di quel clan utilizzando la tecnica strumentale e l’inventiva personale con lo scopo di non ripetere all’infinito la stessa linea melodica. In altre parole il pibroch viene costruito su una semplice melodia, con abbellimenti sempre più complessi e strutturati con il procedere del brano: il pibroch inizia con alcune note sparse che si trasformano in un tema dall’andamento solenne, che prende il nome, in gaelico, di urlar. All’esposizione dell’urlar seguono, in maniera sempre più complessa, le variazioni, che culminano nel crunluath, in cui le note fondamentali della melodia di base fanno la loro ricomparsa in modo solenne e ritmato, spesso accompagnate dall’uso di grace notes. La tipica esecuzione di un pibroch è lenta, ipnotica e solenne, e dura in media una quindicina di minuti.

I compositori di pibroch erano in genere i migliori piper in circolazione, alle dirette dipendenze dei capi-clan, ed erano considerati quasi una casta elitaria. La composizione dei pibroch raggiunse il massimo splendore durante il XVII e il XVIII secolo.

Tecnicamente le Highland bagpipes si prestano perfettamente al pibroch. Il loro suono è per forza di cose continuo, ovvero non sono possibili pause tra le note, e manca la possibilità di variare il volume di una singola nota: è cioè impossibile rendere il suono più basso o più alto. L’espressione artistica può dipendere quindi esclusivamente da metodiche differenti, come la lunghezza delle singole note e l’abbellimento ad opera delle grace notes. È tuttavia degno di nota che un corpus musicale così ricco come quello dei pibroch sia nato come repertorio di uno strumento limitato alla esecuzione – è bene ricordarlo – di sole nove note.

I pibroch erano inizialmente composti e tramandati interamente ad orecchio: come del resto per l’arpa, il metodo d’insegnamento era sostanzialmente orale, pur esistendo un particolare tipo di notazione musicale, chiamato canntaireachd: grazie a questo sistema i piper imparavano a cantare la melodia del pibroch dal canto del maestro. La tonalità della nota veniva indicata dal tipo di vocale utilizzata, mentre le consonanti specificavano le grace notes da eseguire debitamente. Questo sistema di notazione musicale esisteva esclusivamente in Scozia, e somigliava, per inflessione e cadenza, alla stessa lingua gaelica.

Per completezza va specificato che il termine pibroch non si applica esclusivamente alla musica per Highland bagpipes: esistono anche fiddle pibroch e pibroch song. I violinisti più esperti riescono infatti a emulare, con le opportune tecniche, le sonorità proprie delle Highland bagpipes ed il loro basso continuo (drone), mentre nel caso delle pibroch song si tratta di canzoni, o poesie, da cantare sulla linea melodica di un pre-esistente pibroch. Così, ad esempio, “MacCrimmon’s Lament”, conosciuta più come una song che come un pibroch, è essenzialmente un testo le cui parole furono adattate alla melodia di un precedente pibroch.

Questi sono alcuni dei pibroch più famosi:

  • “Lord Lovat’s Lament”: commemora Simon Fraser (Lord Lovat), capo del clan dei Fraser durante le sollevazioni Giacobite del 1715 e del 1745, che venne decapitato il 9 aprile del 1747.
  • “The Munro’s Salute”: composto da Iain Dall Mackay (1656-1754), piper del clan dei Mackenzie di Gairloch. Mackay compose una ventina di pibroch; essendo il clan dei Mackenzie alleato del clan dei Munro, questo pibroch venne scritto in loro onore.
  • “MacLeod Of Raasay’s Salute”: composto da Angus Mackay di Gairloch nel 1761 per celebrare la nascita di James MacLeod di Raasay.
  • “The Desperate Battle Of The Birds”: anch’esso attribuito ad Angus Mackay; leggenda vuole che sia stato scritto in seguito all’osservazione di un furioso combattimento tra uccelli.
  • “The King Has Landed In Moidart”: composto da John Macintyre, piper del clan Menzies, in occasione dell’arrivo di Bonnie Prince Charlie in Scozia, nel 1745.
  • “The MacGregors’ Salute”: in onore del famoso clan. Va ricordato, a proposito dei MacGregor, che a causa delle loro scellerate nefandezze (tra cui il gravissimo reato, per l’epoca, di furto di bestiame), nel 1603 il governo emanò un decreto che impose loro il cambio del cognome, con pena della morte. Questo editto rimase in vigore fino al 1775.

Le lowland o border pipes

Come si accennava all’inizio, in Scozia esistono anche altri tipi di cornamuse. Le Lowland, o Border pipes, anche note come cauld wind (in inglese cold) pipes, o small pipes, pur essendo molto meno diffuse delle Highland bagpipes, stanno attualmente vivendo un periodo di revival. A differenza delle Highland bagpipes, esse sono riempite d’aria mediante un soffietto invece che con la bocca: in questo senso esse sono più simili alle uilleann pipes irlandesi ed alle Northumbrian pipes. Il nome di cauld wind pipes indica il fatto che l’aria che vi viene immessa tramite il soffietto è fredda (“cold”), a differenza dell’aria calda e umida immessa nel “sacco” delle Highland pipes direttamente dalla bocca del piper.

Le Lowland pipes a loro volta si suddividono in Scottish small pipes, Border pipes e pastoral pipes.

Le cornamuse a soffietto sono presenti in Scozia almeno a partire dal XVIII secolo, raggiungendo la massima diffusione nella zona dei Borders (ma anche nel Perthshire e nell’Aberdeenshire) in occasione di vari festival e feste da ballo. Verso la fine del XIX secolo ebbe progressivamente inizio il loro declino. Le Border pipes venivano suonate principalmente nelle città. Il Border piper era una figura spesso presente nelle fiere, nei matrimoni e nel periodo del raccolto, quando venivano eseguite danze in circolo nelle pause lavorative, proprio su una musica eseguita dalle Border pipes, dal suono discretamente stridulo.

Le Scottish small pipes hanno invece un suono dolce, simile alle Northumbrian pipes, anche se queste ultime hanno una tonalità più acuta. Le pastoral pipes sono invece abbastanza simili alle uilleann pipes irlandesi, sebbene la loro tonalità complessiva risulti differente.