La Scozia moderna

Illuminismo scozzese e il percorso verso il primo parlamento in Scozia.

Con la rottura del sistema dei clan, molti nuovi proprietari terrieri presero il controllo delle Highlands, e introdussero nuovi provvedimenti economici, tra i quali, in maniera molto diffusa, l’allevamento di ovini. Molti appartenenti ai clan emigrarono al Mondo Nuovo. Intorno all’inizio del XIX secolo, il movimento artistico dei Romanticisti, cominciò a dare grande valore ai panorami pittoreschi. L’immagine del selvaggio abitante delle Highlands venne ‘riabilitata’. Tale ‘riabilitazione’ venne ulteriormente incoraggiata dalle opere di scrittori quali Sir Walter Scott e, quando la regina Vittoria scelse Balmoral nel Deeside, nelle Highlands, come residenza estiva, la fama venne sigillata.

Highland Clearances

Le Highlands divennero un luogo alla moda per praticare la caccia; grandi aree furono destinate ai cervi. Quest’ultimo fu un fattore importante nelle “Highland Clearances” (‘lo sgombro delle Highlands), una serie brutale di sfratti compiuti largamente nelle Highlands, dal Pertshire a Sutherland, così come a Skye, le Isole occidentali e anche le Shetland. Questo sradicamento e dispersione per il mondo della popolazione gaelica fu effettuato dai proprietari terrieri per ragioni economiche: le pecore rendevamo molto di più che gli affittuari, e le riserve di caccia necessitavano che le attività agricole o pastorizie native non disturbassero il loro cervo rosso.

Mentre i proprietari terrieri sgombravano le loro tenute, nelle grandi città scozzesi delle Lowlands era in atto una rivoluzione. Culloden e la sconfitta dei Giacobiti avevano assicurato la sicurezza del sistema di governo britannico e dell’economia mercantile. Questo a sua volta portò a un grande sviluppo industriale, innovativo e dell’espansione estera.

L’illuminismo scozzese

Con l’espansione dell’impero britannico, il ritmo di crescita nel paese si intensificò, e la popolazione di città come Glasgow e Dundee esplose. La Gran Bretagna divenne il primo paese industrializzato del mondo e la Scozia si trovò all’avanguardia. Glasgow e la valle del Clyde si ritrovarono rapidamente ad essere il ‘motore’ dell’Impero. Questi luoghi diventarono famosi per la lavorazione del ferro e dell’acciaio, e soprattutto per le costruzioni navali. Dundee divenne il centro mondiale dell’industria della juta e Perth il centro di produzione del whisky scozzese e della tintura della lana. Ma fu la capitale della Scozia quella che avrebbe visto i cambiamenti maggiori. La popolazione della città, una volta ammassata sulla Royal Mile, esplose in tutte le direzioni. Con l’arricchirsi della città, fu costruita una parte nuova (New Town), a nord della vecchia (Old Town), per riflettere questo nuovo ordine, e l’afflusso di intellettuali a Edimburgo fece sì che venisse chiamata “l’Atene del nord”.

Questo periodo sarebbe stato poi chiamato ‘l’età dell’Illuminismo’, e Edimburgo venne riconosciuta in tutto il mondo come un grande centro culturale e di apprendimento, particolarmente nel campo della medicina. Nel 1900, la Gran Bretagna si trovava alla punta massima del suo potere. La sua bandiera, l’Union Jack, copriva un quarto del pianeta. La produzione industriale scozzese toccò la sua massima punta, e 2 imbarcazioni su 3 che navigavano per gli oceani, erano state costruite sul Clyde. Persino nelle Highlands, le migliorie avevano posto fine ai temuti sfratti. Sembrava che niente potesse andare male. Tuttavia, delle gran nuvole nere si affacciavano minacciose all’orizzonte. Gli scozzesi, gli abitanti delle Highlands in particolare, avevano da molto tempo fama di combattenti, e, quando la nazione venne trascinata negli orrori della I guerra mondiale, questi ripresero a combattere per il Re e per la Patria. Scozzesi da tutti gli angoli del paese si arruolarono nei loro reggimenti locali e furono mandati alla carneficina del fronte occidentale. La Scozia che emerse dall’Armistizio del 1918 era un luogo molto diverso.

Verso l’indipendenza politica

Dopo 250 anni di dominazione da Londra, alcuni scozzesi cominciarono a pensare che fosse giunta l’ora di tagliare le catene che li tenevano legati all’Inghilterra e creare una Scozia totalmente indipendente, come era successo in Irlanda. Tuttavia, una vasta maggioranza della popolazione credeva ancora nel concetto di Gran Bretagna, e di unione con l’Inghilterra. Dopo la II guerra mondiale, il declino dell’industria scozzese coincise con la caduta dell’impero britannico. Fabbriche e cantieri navali chiusero e la disoccupazione aumentò vertiginosamente; sempre più scozzesi si unirono alla richiesta di indipendenza, o per lo meno a qualche forma di decentramento amministrativo. La scoperta del petrolio del Mare del Nord nei tardi anni ’60, e l’entrata della Gran Bretagna nella CEE nel 1973 diedero ai Nazionalisti Scozzesi e all’indipendenza un’aria di possibilità.

Nel 1978 il Governo laburista chiamò la popolazione ad esprimere un parere sulla questione del decentramento del Governo attraverso un referendum. Il risultato si avvicinò alla vittoria, ma non c’erano ancora abbastanza persone pronte a fare il salto. Fu dopo 18 anni di governo conservatore da Londra che molti scozzesi si sentirono privati di qualsiasi forma di rappresentanza. Elezione dopo elezione, la Scozia votò una minaranza di membri del parlamento conservatori nei 72 distretti elettorali, continuado, tuttavia, ad essere governati dai conservatori. Dopo la vittoria elettorale del 1997, il nuovo partito laburista convocò un’altro referendum, chiedendo agli scozzesi se volessero un parlamento decentralizzato. Questa volta la Scozia si espresse chiaramente a favore, e nel 1999, la regina ha aperto il primo parlamento scozzese in oltre 300 anni. La Scozia rimane parte integrante del Regno Unito, ma la maggior parte delle decisioni locali vengono ora prese nel cuore di Edimburgo, piuttosto che a Londra.