I Giacobiti

Le sanguinose rivolte giacobine e il Trattato d'Unione.

La brutalità contro i ‘Covenanters’ ebbe termine solamente dopo la rivoluzione inglese contro Giacomo VII/II. Questa fu scatenata dall’invito a sua figlia Maria e al suo marito protestante Guglielmo d’Orange, a salire al trono a causa dei principi cattolici di Giacomo VII/II. Il regno di Guglielmo e di Maria riuscì a creare una nuova tolleranza religiosa e l’ultima opposizione degli Stuart giunse alla conclusione con la battaglie di Killiecrankie (1689), nella quale venne ucciso il loro generale Graham di Claverhouse (detto ‘Bonnie Dundee’).

Quando Giacomo VII/II fuggì in Europa, i suoi seguaci divennero noti come i Giacobiti (dal latino Jacobus – Giacomo). I clan delle Highland, molti dei quali erano cattolici come il re deposto dal trono, furono visti come potenziali sorgenti di instabilità, un focolaio di Giacobitismo. Questo movimento non fu confinato unicamente alla Scozia, ma vi furono coinvolte, in un vasto gioco politico che si andò svolgendo in Europa, altre nazioni cattoliche quali Francia e Spagna. I Clan furono obbligati a fare un giuramento di alleanza; la lentezza con la quale rispose un ramo del Clan dei MacDonald, portò al Massacro di Glencoe nel 1692.

La rivoluzione giacobita

La prima ribellione giacobita importante fu nel 1715, guidata senza convinzione dal conte di Mar, chiamato “Bobbin John” (“Banderuola John”) per la sua abitudine di cambiare fazione nel corso della sua carriera politica. Seguì la ribellione di minor entità del 1719, nel corso della quale il castello Eilan Donan fu distrutto dai bombardamenti della Marina da guerra britannica e un distaccamento spagnolo venne sconfitto da forze governative vicino a Glen Shiel. Infine, nel 1745, ci fu la più disastrosa delle rivolte delle Highlands, guidata dal principe Carlo Edoardo Stuart, nipote del re Giacomo VII.

Durante questi episodi giacobiti, la Scozia passò ad un’era più mercantile. Gli scozzesi, ispirati dai successi commerciali d’oltremare degli inglesi, decisero di fondare una colonia all’estero, provocando il malcontento degli inglesi, preoccupati dalla concorrenza. Questo fu lo sfortunato Schema Darien, sull’istmo di Panama. Quando la spedizione del 1698 si venne a trovare in difficoltà, l’Inghilterra proibì a tutte le sue colonie vicine di fornire qualsiasi aiuto e diede anche permesso alle truppe spagnole di attaccare. La colonia venne abbandonata. Sia piccoli commercianti che grande nobiltà avevano investito denaro nello schema. Il disastroso risultato ridusse la Scozia in uno stato di bancarotta. Nel frattempo, la disposizione per la quale vi era un monarca (a Londra) e due parlamenti (Londra e Edimburgo) si stava mostrando instabile. Gli scozzesi non si trovarono d’accordo con le decisioni parlamentari inglesi riguardo alla successione della corona. Minacciarono di richiamare il re Stuart, in attesa in Europa. L’Inghilterra rispose con sanzioni economiche. La Scozia, gravemente impoverita, necessitava libero scambio.

Il Trattato d’Unione

L’Inghilterra, coinvolta in una guerra contro la Francia, non poteva permettersi di avere un vicino pro-giacobita (e quindi solidale con la Francia) sul suo confine meridionale. Venne allora proposto alla Scozia il Trattato d’Unione, proposta rinforzata da un esercito inglese al comando del generale Wade, stanziato a Newcastle, vicino al confine scozzese, pronto ad intervenire in caso di riluttanze scozzesi. Nel 1707, la Scozia perse quindi la sua indipendenza. Il parlamento scozzese cessò d’esistere. Nel parlamento inglese non cambiò nulla; l’unica differenza fu la presenza di una rappresentanza scozzese.

Come detto prima, vi furono dei focolai di ribellione giacobita durante questo periodo, anche dopo che le due nazioni furono unite. Tuttavia, quando nel 1745 il Giovane Cavaliere, il principe Carlo Edoardo Stuart (chiamato “Bonnie Prince Charlie” cioè “principe Carletto il bello”) raccolse un esercito quasi esclusivamente delle Highlands e lo guidò a sud fino a Derby, in Inghilterra, la Scozia si preoccupava oramai più del commercio che dell’indipendenza e molti scozzesi considerarono la causa del principe come un evento secondario. Ciò nonostante, dopo la sua sconfitta nella battaglia di Culloden, battaglia combattuta tra l’esercito del governo britannico (per il quale combatterono molti scozzesi) e l’esercito formato principalmente da giacobiti delle Highlands, le autorità decisero che il tipo di vita delle Highlands sarebbe dovuto cambiare per sempre. Di conseguenza, per molti anni fu proibito portare armi e indossare l’abito delle Highlands.